In effetti, non si può dire che il Museo Interattivo del Cinema di Milano sia uno spazio pensato per i bambini, anzi.
Al piano terra, soprattutto, è molto denso di proposte in uno spazio relativamente angusto, prevalentemente incentrate sulla storia del cinema e di Milano attraverso il cinema. Tutti argomenti che sembrerebbero poco accattivanti per un pubblico infantile, anche perché piene di rimandi (soprattutto film) che loro non hanno potuto vedere per motivi quantomeno anagrafici.

Diciamo che da una parte ci vuole l’abilità e la misura degli adulti per solleticare la giusta curiosità dei bambini scegliendo gli argomenti da mettere in evidenza, dall’altra viene in aiuto la concezione del museo che, come dice il suo nome stesso, è pienamente interattivo.
All’ingresso viene consegnato un tablet per ogni nucleo che permette, inquadrando molti oggetti esposti, di osservare brevi filmati che illustrano e completano il manufatto fisico (manifesti, disegni, macchine, etc.).

Ci sono poi varie library con una vasta scelta di brevi filmati da poter visionare, la sharing box dove ci si può scattare una foto con uno sfondo “cinematografico” (e si può stampare o spedire a casa!); o ancora un monitor con i manifesti scritti dei cinematografi milanesi degli anni ’30, che si possono personalizzare e spedire. Ma anche una lavagna luminosa dove indovinare i titoli di vecchi film “scritti” con icone (impossibile per i bambini, troppo giovani per averli visti, ma uno spasso per gli adulti).

Il piano superiore è di più facile coinvolgimento con una sala con postazioni di realtà virtuale (un concettuose, non sempre apprezzabili dai bambini), una dove si possono doppiare spezzoni di film (mica facile!), una mash machine per creare colonne sonore e da ultima una sala dove giocare con i primi video-giochi.

Personale di sala, gentile e competente, introduce alle varie postazioni ed è a disposizione per aiuti e consigli. Unico problema è la vicinanza delle postazioni che, in mancanza di insonorizzazione, può portare a una grande confusione di suoni e musiche.
Che dire della visita insomma? Secondo la brochure consegnata all’entrata la visita più completa sarebbe durata 100 minuti, noi siamo rimasti quasi tre ore. Molto giocando, ma tanto anche osservando, ascoltando e imparando. Di sicuro i bambini e molto anche i più piccoli.
La cosa più bella è stata vedere i bambini rotolarsi dalle risate davanti alle comiche mute che loro, abituati a cartoni e netflix, non conoscevano per nulla. Le loro risate piene scattavano nelle stesse scene che avevo visto io da bambino, che avevano fatto ridere i miei genitori e sicuramente anche i miei nonni. Passa il tempo e la tecnologica stravolge tutto, ma certi meccanismi rimangono sempre uguali.
